CATHERINE ZETA JONES IN TERAPIA PER DISTURBO BIPOLARE

Scritto da Sonya Sabbatino il 3 maggio 2011. Pubblicato in Area Clinica | 16 visite

 

Coloro che soffrono di Disturbo Bipolare conosciuto anche come “disturbo maniaco-depressivo”, hanno a che fare con sbalzi estremi nel livello di umore, energia e funzionamento globale. Possono essere soggetti a stati alternati di mania e depressione.

Secondo Psychology Today il Disturbo Bipolare colpisce il 3% della popolazione ed è la sesta cause più comune di disabilità negli Stati Uniti. È un disturbo cronico, trasmesso per via genetica.

Ci sono differenze tra il Disturbo Bipolare di tipo I e II. Nel primo caso, le persone vivono gravi stati maniacali, nel secondo caso, soffrono di fluttuazioni da stati depressivi gravi a stati maniacali più brevi e moderati, chiamati Ipomania.

David J. Miklowitz, professore di psichiatria alla UCLA School of Medicine e autore del libro “The Bipolar Disorder Survival Guide: What You and Your Family Need to Know.”

Il Disturbo Bipolare, è un disturbo che dura tutta la vita e ricorre in modo ciclico. Alcune persone manifestano i primi sintomi nell’infanzia, altri più tardi; la maggior parte nell’adolescenza. Alcune persone “entrano ed escono”  dalla crisi in modo sistematico  e costante, per le altre persone possono passare anni tra un episodio e l’altro.

Il Disturbo Bipolare di tipo I è caratterizzato da forme gravi di mania in cui le persone si sentono “In cima al mondo” o irritabili e arrabbiate. Alcune volte credono di avere superpoteri o essere sensitivi. I pensieri corrono veloci e loro hanno una carica estrema di energia. Solitamente le persone con Disturbo Bipolare di tipo I oscillano da stati maniacali al versante opposto di estrema depressione durante il quale si buttano completamente giù, si sentono tristi e perdono interesse verso tutte le attività che solitamente amino (incluso il sesso). Possono soffrire di un senso di fatica e insonnia o avere tendenze suicide.

Le persone con Disturbo Bipolare di tipo II oscillano da stati di depressione grave a stati di ipomania. Non soffrono delle stesse problematiche che affliggono gli individui affetti da Disturbo Bipolare di tipo I. “Le persone notano un cambiamento, ma non troppo  estremo” afferma Miklowitz.

Il trattamento tipico per il Disturbo Bipolare II è una terapia combinata che associa i farmaci alla Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. A volte può essere necessario il ricovero per allontanare i pazienti dalle fonti di stress e pianificare un programma di intervento farmacologico e psicoterapeutico adeguato. “Rispetto a 20 anni fa conosciamo una caratteristica in più del disturbo; è condizionato dallo stress”  dice Miklowitz .

Miklowitz  afferma che programmi di trattamento farmacologico e psicoterapeutico mirati hanno migliorato la prognosi per molte delle persone con Disturbo Bipolare. I terapeuti insegnano al paziente e ai suoi familiari come riconoscere e comprendere gli stimoli che anticipano e  stimolano I cambiamenti dell’umore e come fare dei cambiamenti in modo da prevenire lo sviluppo di crisi gravi. Alcuni di questi sforzi possono comprendere il favorire una migliore qualità del sonno o regolare il dosaggio dei farmaci.

“Sembra che esista una correlazione tra il Disturbo Bipolare e la creatività”, aggiunge, “ sembra infatti che personaggi come Tchaikovsky, Van Gogh ed Hemingway abbiano sofferto di diturbo bipolare”.

Altri personaggi dello spettacolo che sembra siano affetti da Disturbo Bipolare il Los Angeles Times annovera: Charlie Sheen, Britney Spears, Linda Hamilton, Ben Stiller, Phil Spector, Carrie Fisher, Mel Gibson.

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Commenti recenti

  • annamaria

    26 maggio 2014 |

    bellissimo e utilissimo post. brava sonya

  • alessandra

    4 luglio 2011 |

    Io vorrei sapere come contattare Irina mi sono separata da un soggetto simile e sto combattendo la mia personale battaglia per mia figlia……………………..gli psichiatri i giudici se ne lavano le mani e questo mi spaventa.
    Forse Irina potrebbe darmi una mano…………….grazie

  • cristina pagnin

    12 febbraio 2011 |

    Sicuramenta la vostra analisi fornisce una chiave di lettura più significativa , ma , a mio avviso , sarebbe importante anche riflettere su quelle che sono state le cause del divorzio tra Schepp e la moglie ; nessuno ne parla, ma credo che da ciò si sia scatenato tutto … e abbiamo bisogno di capire anche quelllo che la mente umana trova incomprensibile ed inacettabile !

  • davide

    18 febbraio 2011 |

    Complimenti per la scelta dell’articolo.

  • Enrico Salvatori

    19 gennaio 2011 |

    oltre al the verde (che io odio) possono esserci altre sostanze naturali che possono offrire queste proprietà?