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GIAPPONE: LA FORZA DI UN POPOLO contro crisi nucleare e disastri ambientali

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Parliamo di: - Area Educativa
Scritto da Stefania DURANDO   

ideogramma CORAGGIOUno dei terremoti peggiori delle storia, lo tsunami, le esplosioni atomiche, le radiazioni, la neve ….. e i Giapponesi parlano alle telecamere con pacatezza e dignità, un dolore tradito solo dalle lacrime che scendono silenziose sui loro visi sporchi di fango mentre in file ordinate si occupano di rimettere a posto le cose.

Chi viene colto da una commozione  improvvisa, ritenuta non appropriata, si nasconde il volto con le mani e si allontana dall’obiettivo scusandosi.

Ma come fanno ? Come si può reagire così di fronte ad una delle più devastanti catastrofi che un popolo possa immaginare ?

Già ma si dice che gli orientali, i Giapponesi soprattutto, non hanno emozioni, sono ipercontrollati, dediti solo al lavoro e attenti solo ad aumentare i profitti della loro economia. Cosa ci si può aspettare da gente che per scioperare si mette in testa una fascia e continua a lavorare ? Non sono come noi, non sentono con la forza delle emozioni passionali di noi popoli mediterranei…..

E se non fosse questa la spiegazione di ciò che vediamo in televisione ? Se ci fosse altro al di là della genetica alla base di quell’orgoglio, di quella forza, di quella capacità di resistere alla disperazione di chi ha perso tutto ?

La parola che viene in mente è resilienza. Un termine apparentemente difficile conosciuto in psicologia, derivante però dall’ingegneria che indica la capacità di un materiale di resistere a sollecitazioni di tipo e intensità diverse.

Quando si parla di esseri umani la resilienza è “la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà. È la capacità di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza perdere la propria umanità. Persone resilienti sono coloro che immerse in circostanze avverse riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti”.

Ma dove si prende questa resilienza? Da dove arriva, è un tratto ereditario, dipende dall’educazione, dalla cultura di appartenenza, ci sono dei corsi specifici ? Le ricerche dicono che le componenti importanti per sviluppare questa caratteristica risiedono un po’ in tutti questi aspetti. Grande influenza deriva soprattutto dai meccanismi mentali con cui ci spieghiamo gli eventi, pensieri che diventano il nostro dialogo interno, il modo di parlarci nei vari eventi della nostra vita.

È una capacità che può essere appresa e che dipende principalmente dalla qualità degli ambienti in cui si cresce, dall’educazione che deve saper promuovere l’acquisizione di comportamenti resilienti.

Anche noi possiamo imparare dai Giapponesi, anche noi possiamo sviluppare quel coraggio necessario a rimettere insieme i pezzi della nostra vita, invece di coltivare la sofferenza possiamo viverla, sentirla in ogni fibra del nostro corpo e poi impegnarci per superarla e tornare a vivere. Più forti, più coraggiosi, più ricchi e più umani di prima.

 

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