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ANTIDEPRESSIVI: FARMACI PRIVI DI EFFICACIA

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Parliamo di: - Area Ricerche
Scritto da Stefania DURANDO   

farmaci antidepressiviI farmaci antidepressivi sembrano essere privi di efficacia.

Irving Kirsch, professore emerito dell’Università del Connecticut e del Department of Psychology dell’Università di Hull, in Gran Bretagna ha pubblicato 47 studi, sponsorizzati dalle industrie produttrici di antidepressivi, in cui dimostra che quei farmaci che dovrebbero aiutare a sconfiggere il male di vivere, al contrario, non fanno nulla.


Grazie ad una legge statunitense che tutela il diritto di accesso alle informazioni di interesse pubblico, lo studioso americano ha così dimostrato che solo il 10-20 per cento dei pazienti avverte un beneficio dovuto effettivamente all’azione farmacologica della molecola, mentre l’80-90 per cento dei depressi si sente meglio grazie al placebo.

Le ricerche dimostrano chiaramente l’inutilità di questi farmaci in chiunque non sia depresso in maniera molto grave.

Il professor Kirsch ha pubblicato dati secondo cui i malati che assumono antidepressivi spesso migliorano, tuttavia, ciò che non si è detto per anni è che anche i pazienti trattati col placebo migliorano all’incirca allo stesso modo. "In altre parole" - dice lo studioso - "i farmaci funzionano non grazie al loro meccanismo d’azione, bensì all’effetto placebo, ma questa verità è stata taciuta per anni. Nella pratica clinica, d’altro canto, se un depresso migliora, il medico non ha alcun modo per stabilire perché ciò accade. E quindi, spesso, pensa sia a causa del farmaco e continua a darlo”.

Ma allora se gli antidepressivi non funzionano, qual è il modo più efficace per affrontare la depressione?

I dati di ricerche ormai ventennali dimostrano che la psicoterapia, soprattutto quella di tipo cognitivo-comportamentale, è l’alternativa migliore ai farmaci. I benefici immediati possono essere analoghi a quelli degli antidepressivi, ma quelli a lungo termine sono molto più importanti e stabili nel tempo perchè dimezzano la possibilità di ricadute, peraltro molto frequenti nei pazienti depressi. Anche i costi sono molto ridotti per la persona e per lo stato in quanto non si cronicizza la malattia. 

Altro ruolo fondamentale e spesso sottovalutato nella cura delle depressioni è quello dell'attività fisica. Numerosi studi hanno messo a confronto l’efficacia di vari tipi di esercizi con quella delle diverse psicoterapie e dei farmaci, e altri ancora hanno provato a sommare l’effetto degli uni e degli altri. Il risultato di tutte queste importanti ricerche è sempre lo stesso: lo sport aiuta a controllare le depressioni sia lievi, sia medio-gravi, la sua efficacia è paragonabile a quella delle terapie psicologiche o farmacologiche e i benefici che la persona ottiene sono duraturi. Anzi, aumentano nel tempo, se si è costanti nello svolgimento dell’attività scelta, che deve consistere in media in venti minuti di allenamento tre volte alla settimana.

Naturalmente qualsiasi sport va bene se piace e viene fatto con divertimento.

Per quali motivi l'esercizio fisico abbia tali effetti antidepressivi è ancora da definire: probabilmente in gran parte è dovuto al rilascio di endorfine.
Se anche in questo caso c'entrasse l’effetto placebo, per convincersi di quanto lo sport sia positivo basta confrontare i suoi effetti collaterali con quelli degli antidepressivi. Con questi farmaci il depresso va incontro a disfunzioni sessuali, nausea, vomito, insonnia, convulsioni, diarrea, cefalea, rischio di pensieri suicidi e sonnolenza. Con lo sport si ha sotto controllo il colesterolo, si perde il peso in eccesso, si dorme meglio, c'è un miglioramento della libido, del tono muscolare, della funzionalità cardiaca e vascolare.

Potendo scegliere, quale dei due effetti placebo preferireste?

 

Guarda il video su "Depressione e psicoterapia cognitivo comportamentale" della dottoressa Stefania DURANDO psicologa e psicoterapeuta

 

BIBLIOGRAFIA

Kirsch I., Moore T.J., Scoboria A. & Nicholls S.S. (2002a). The emperor’s new drugs: an analysis of antidepressant medication data submitted to the US Food and Drug Administration. Prevention & Treatment, 5, art. 23.

Kirsch I., Scoboria A. & Moore T.J. (2002b). Antidepressants and placebos: secrets, revelations, and unanswered questions. Prevention & Treatment, 5, art. 33.

Kirsch, I., & Moncrieff J. (2007). Clinical trials and the response rate illusion. Contemporary Clinical Trials, 28, 4: 348-351.

 

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